TOP RACES e PERSONAL BESTS

TOP RACES e PERSONAL BESTS
1) Sky Race Forni di Sopra (20 km, D+ 1.700 m): 2h 57' 38 '' (2007)
2) Maratonina Trieste (21 km): 1h 22' 23'' (2006)
3) Camignada poi sie' refuge - Misurina > Auronzo (30 km, D+ 1.319 m, D- 2.213): 4h 10' 06' (07/08/11)
4) Sky Race Monte Cavallo - Piancavallo (PN) - (20 km, D+ 1.650 m): 3h 54' 59'' (11/09/11)
5) Cavalcata Carsica 2011 - (50 km, D+ 1.000 m): 6h 07' (04/12/11)
6) Ecomaratona Clivius - Monteforte d'Alpone (VR) - (42 km, D+ 1.550 m): 4h 49' 12'' (22/01/12)
7) TCE (Traversata dei Colli Euganei) - Villa di Teolo (PD) - (42 km, D+ 2.000 m): 5h 37' 10'' (15/04/12) - link

RACES 2014
1) Coppa Gorizia - 1^ prova, Dobbia di Staranzano
2) Coppa Gorizia - 3^ prova, Aquileia

mercoledì 4 dicembre 2013

Cavalcata Carsica 2013 - la straordinaria avventura di Michele

Ospito con grande piacere ed onore il bellissimo e commovente (per intenditori) racconto dell'amico Michele Piatto.
Mi ha mandato il testo ieri sera... "Pubblicalo solo se ti piace!", mi ha scritto.
E' un racconto stupendo. Vedrete.
Godetevelo...
...parola per parola...
...sensazione per sensazione...
Eccolo.
La Cavalcata Carsica arriva alla fine del calendario gregoriano, un po' dopo il San Martino della nostra memoria agricola. Arriva quando le ultime foglie cadono, le giornate si accorciano, gli animali vanno in letargo. Insomma, arriva quando il corpo avrebbe bisogno di riposo, questo mi è chiaro. Ma il fascino della Cavalcata è sottile: c'è il carso che amo e poi esprime una visione essenziale della corsa, non ci sono pettorali, premi in denaro o in natura, uno corre per se stesso. Ci si slega dalla materialità con un' attività prevalentemente fisica, 50 km su e giù per il carso. Per cui, alla fine la cavalcata si fa, si fa con qualunque meteo.

È il mio terzo anno, ma questa volta è diverso, mi sono posto un obiettivo che non è solo quello di arrivare alla fine. Essenzialmente non voglio affrontare una corsa facile, ed in fondo, quello che voglio non è correrne una difficile, ma voglio educarmi ad avere la capacità di gestire al meglio una corsa difficile.
Il mio obiettivo è ambizioso ma non impossibile: chiuderla in meno di 5 ore, con il mio allenamento questo si può fare solo se mente e corpo sono connessi.
Michele e Andrea verso Pesek
Sono le 7:30 ed a Pesek siamo in tanti ad ascoltare gli ululati della bora. Guardo la compagnia, molti sono stravestiti, qualcuno, come me, porta i pantaloni a mezza gamba, ma stranamente nessuno veste i pantaloncini corti. Possibile che  il mondo abbia già terminato di fabbricare matti? No, è che fa veramente freddo, ci sarà forse un grado e il vento soffia, soffia forte. Il sole è ancora in Slovenia. Molti di quelli presenti correranno, molti sono anche gli accompagnatori.

Tra una folata e l'altra sento una frase degli eterni ragazzi che tengono i tempi, una frase semplice ma che scalda il cuore:

El sol lo gavè in schena, se lo vedè difronte,
vol dir che gavè sbaià strada e sé mejo che tornè indrio

Mi piace, mi piace! Sembra di stare in famiglia, il clima è freddissimo ma allo stesso tempo conviviale, fra amici sconosciuti.


Siamo in tanti, qualcuno della mia società, la Fincantieri, poi Andrea con cui voglio condividere quanto posso della corsa e Fabio, il nostro amico e accompagnatore e supporter.
Foto di gruppo prima della partenza: freddo freddo, cuore caldo caldo
Le urla di incoraggiamento accompagnano il via. Enrico parte a razzo, so che ce la metterà tutta, come sempre, poi quello che verrà verrà. Io parto un po' più veloce del solito, ma non sparato, già alla prima salita mescolo la camminata alla corsa. In breve arriviamo a Grozzana e subito dopo sul Cocusso, la salita è tosta e non mi voglio bruciare, cammino. Mi passano in molti, sarò almeno trentesimo. Poi si scollina e riparto a correre e ritrovo Andrea. Il viaggio è lungo e si sta quasi sempre per boschi, ma nei pochi attraversamenti urbani non manca mai chi ci incoraggia, è bello.

Mi incuriosisce un picchio che continua il suo lavoro incurante di noi, incurante di tutto. Controllo l'orologio, il ritmo da tenere è importante per non andare fuori giri e per sapere quando mangiare. Con me ho acqua, sali e delle marmellatine. Le ho scelte per gli ingredienti: solo frutta e zucchero, non mi avvelenano il motore, per cui ok. Ma le dosi sono sufficienti solo per arrivare a Fernetti, dove sappiamo che ci aspetta il nostro accompagnatore supporter, Fabio. E a Fernetti ci arriviamo con 2 minuti di anticipo sulla tabella prevista e purtroppo Fabio non c'è. Qualche contrattempo, evidentemente,  ma adesso le cose si rendono più difficili. Il prossimo rifornimento è previsto a San Pelagio, tra altri 19 km. Ma so, che se non mangio adesso, cederò verso la fine. Andiamo avanti, corriamo, siamo qua per questo, ma devo razionare il cibo e quindi mi domando se sia meglio diminuire il ritmo o no. Invece, un imprevisto ancora, ma positivo: a Zolla sento una voce amica, è Matteo, pronto per la sua staffetta. Gli chiedo viveri, ha una bella borraccia con del Polase, ottimo, non dovevo disperare, gliene bevo mezza! Grazie Matteo, ti devo una birra.

Ripartiamo, adesso è un bel girare. Il sole illumina le carrarecce, i sentieri. La bora soffia forte, ma più che il freddo è il rumore degli alberi piegati a sentirsi chiaro. Una luce intrigante e fiabesca filtra tra le foglie.

Siamo al 25esimo km, controllo il corpo, il mio corpo,
lo voglio sentire tutto.
É presente?
Una lezione di yoga mentre si corre...

Le gambe sono a posto, stanche il giusto, i polmoni girano bene, il cuore è regolare. Mi piace sentire il leggero soffio del respiro, mi fa sentire più vivo. Forse amo la corsa per questo. Forse.

Sento che Andrea si sta staccando, devo aver aumentato il ritmo.
I pensieri corrono come le gambe.

Collegamento testa/mente, siamo collegati?
Sì?

Alle volte con la mente vorremmo che le nostre gambe girino più veloci di quanto può il corpo, a volte il contrario. Corsa come allenamento per la mente? Lo facciamo per noi? I km vanno avanti e tra un sasso e l'altro, tra un sentiero in salita ed uno in discesa penso alla corsa come palestra per la mente.  

Alla fine è un atto egoistico. Ma nel senso più puro del termine, un atto d'amore per se stessi. Poi si può farlo in compagnia, e molte volte è meglio, ma alla fin fine è un gesto privato.

Al 35esimo arriviamo a San Pelagio, mi sento bene, nessuna noia, ma dalla tabella che ho in testa sono 4 minuti in ritardo. Fabio questa volta c'è e mi passa i sali e le marmellatine.
Michele arriva a San Pelagio
Andrea arriva a San Pelagio
É una gioia vedere anche il padre di Andrea e Marco "lo scienziato". Marco è una persona che  non si può che essere felici di vedere. È sempre positivo. Riparto, ma so che se tengo questo ritmo non ce la posso fare ad arrivare sulle 5h, per cui accelero, non ho scelta. Riprendo quanti mi avevano passato durante la sosta e mi faccio due conti, oramai mancano 12 km, ma la stanchezza comincia a farsi un po' sentire. Mi domando allora se devo ascoltare il corpo che mi dice di rallentare, di camminare in salita o meno.
Penso a chi arriverà primo
e so che lo farà perchè si è sacrificato più degli altri,
perchè lo vuole!
Io non posso ambire ad arrivare primo ma voglio vedere se posso fare questa cosa con impegno, se posso arrivare sulle 5h, lo voglio? Voglio raggiungere il mio obiettivo? Non posso correre questi 12 km che mancano domani, non posso farlo quando le gambe sono riposate, quando mi farà più comodo, quando sarà facile.

No, se voglio questa cosa, devo farlo adesso,
per cui, devo stringere i denti e andare avanti...
La mente lo vuole.
Il corpo? È stanco, ma quanto stanco?
Riesco a tenere 12 km con questo ritmo?
Si, sento di si, per cui scalo marcia e aumento.

Le gambe non girano bene come mi piacerebbe ma vanno. C'è l'Ermada, la fortezza, casa di soldati. Mille pensieri. C'è una salita, ma è chiaro che non posso mollare. Durante la discesa dell'oleodotto sento un paio di crampi, non adesso, non adesso che Jamiano è lì...! rallento un pelo, bevo un po'.

Medeazza, cento memorie di guerra mi saltano in mente, ma questa è un'altra storia. Mancano meno di 4 km e il crono è sulle 4h e 35, ce la posso fare, trovo un compagno di avventura che cammina e mancano solo 2 km, mi secca passarlo adesso, lo incoraggio, ma si vede che è cotto. Vado avanti, oramai questi sentieri li conosco e non devo fermarmi a controllare la via, devo correre.

Spengo la mente. "Corri Michele, corri!!!"
CORRO!


Arrivo?
ARRIVO!!!
 
Logistica e spiegamento di mezzi presso la zona di arrivo a Iamiano

Crono a 4h 55m, lo volevo, con la mente, con il corpo.
Una sfida immateriale con me stesso, per me stesso. Sono felice, sono soddisfatto come se avessi vinto...

...perchè alla fin fine...
...HO VINTO.
  
Percorso
 Altimetria


venerdì 25 ottobre 2013

I'm back

Di nuovo
Il fragore delle foglie gialle sotto le scarpe
L'odore delle tenebre, squarciate da artifizi luminosi
Il sapore della nebbia, che leviga il viso
I colori ovattati che scorrono anonimi, oscillando
Il morbido respiro, non più affannato
La leggerezza del gesto che sfasa sensi e ripristina sensazioni

I'm back...
...once more
 I'm back...

mercoledì 16 ottobre 2013

13 ottobre 2013 - Trail da Sagrado a Miramare: 38 km di puro carso

13.10.13
E’ il giorno della Barcolana.
Per me, Michele e Caio (Claudio) è invece il giorno della “carsolana” (vabbé… non mi veniva nulla di meglio come nome... ;-)

L’idea è partita così:
...succede che ti senti dire…
Ah.. domenica io e Caio facciamo quel giro… vieni?”…
Momento di meditazione e smarrimento, poi l'incoscienza prende il sopravvento…
E perché no? Sì, dai!
e quindi quel giorno non puoi far altro che.... andarci!
...con i soliti timori di non farcela a correre tutti quei km (soprattutto perché per mesi non hai fatto un colpo!)… ma, non te ne frega nulla… e vai…
l’importate è provarci no?, soprattutto se hai degli amici che ti stanno a fianco e ti incitano nei momenti di difficoltà!
E in quei momenti lì...
...realizzi che i limiti che pensi di avere non sono altro che artifizi costruiti ad arte dalla tua mente.
Lì, magari non subito...
...capisci che il corpo detta legge fino ad un certo punto… poi il resto lo deve fare la testa, il carattere, la volontà, la forza che qualcuno ti ha piantato dentro molto tempo prima e che fa di te una singolarità.
Lì… impari.
Lì… il trail insegna.

Si tratta di un percorso su stradine sterrate, sentieri, carrarecce che parte dalla stazione ferroviaria di Sagrado e giunge, dopo circa 38 km, in prossimità della stazione di Miramare di Trieste. Il primo tratto è molto semplice e corribile e attraversa l’altopiano al di sopra di Sagrado, Fogliano, Ronchi dei Legionari/Vermegliano e Monfalcone seguendo prevalentemente il sentiero CAI n° 80.
I 38 km circa del percorso fatto. Da Sagrado a Miramare.
Siamo ad ottobre e la vegetazione, che in questo tratto è costituita per la maggior parte dai tipici arbusti del carso, tra cui l’ailanto (Michele docet), inizia ad “arrossire”… ad inizio novembre sarà uno spettacolo ed un tripudio di colori intensi!
Arrivati, dopo circa una decina di km in prossimità del monte Cosich all’altezza della Rocca di Monfalcone, che si trova nel lato opposto rispetto all’autostrada, the young boy Leo, che ci ha accompagnato da Sagrado senza battere ciglio, abbandona il gruppo lasciandoci proseguire verso la nostra meta.
Michele, Caio e Leonardo al primo cippo all'altezza di Vermegliano
Proseguiamo dunque io, Michele e Caio prima in direzione del lago di Pietrarossa e poi tagliando verso Iamiano con l’obiettivo di intercettare il sentiero CAI n° 3. Attraversata la statale del vallone, improvvisiamo grazie all’intuito del tattico del gruppo (Michele n.d.r.) e seguiamo una pista che ci porta diretti dopo qualche km a Medeazza dove facciamo la prima vera pausa. L’addetto alla strumentazione (Caio n.d.r.) ci comunica che abbiamo toccato i 17 km.
La stanchezza inizia un po’ a farsi sentire, come i primi indolenzimenti (per me). Caio resiste. Michele.. neanche pel cul.. Le espressioni dei nostri visi sono ancora presentabili…
Il tattico Michele traccia la rotta durante lo stop di Medeazza
Medeazza: Michele, il tattico
Medeazza: me e sul retro Caio
La giornata, prima nuvolosa, ora ci regala un sole inaspettato ed un cielo limpido… siam più fortunati noi di quelli della Barcolana visto che il vento è quasi assente… è una perfetta giornata primaverile (solo che siamo ad ottobre!).
Da Medeazza procediamo sul sentiero CAI n° 3. Da qui è possibile prendere anche la variante bassa (CAI 3 A). Dopo la ripidissima salita tagliamo dritti seguendo la traccia dell’oleodotto alla volta di Ceroglie dell’Ermada. Il tratto prima di giungere nel paese è una suggestiva discesa nel bosco.
Tratto di strada asfaltata in discesa piacevole, tra il paesino di Ceroglie prima e Sistiana poi fino a raggiungere la strada costiera; percorredo questo tratto mi sovvengono bei ricordi del passato, di quando vivevo a Sistiana: arrivato dal lavoro, dopo neanche 5 minuti stavo percorrendo il medesimo tratto al contrario verso il bosco... eh, a quei tempi correvo "sul serio"... ora ci provo, è diverso...
Dopo un caffè tattico e necessario, dalla strada saliamo ripidi intercettando il sentiero CAI n° 1 che ci porterà fino alla fine del nostro percorso ovvero Prosecco.
Si tratta di un sentiero letteralmente meraviglioso: nei primi km si corre e si cammina in un tracciato che alterna tratti di boscaglia a punti esposti che permettono di vedere panorami fantastici verso il mare; un saliscendi che si conclude con l’odore della salvia selvatica e l’inizio del famoso “sentiero della salvia” che si interseca con il “sentiero dei pescatori”, quest’ultimo va giù giù fin Canovella de’ Zoppoli. Siamo all'altezza di Aurisina.

Me and Caius
Finally Caio!!
 

Oci serai! Porc...
Un tratto della costiera... laggiù, Miramare...
Si prosegue quindi su carrareccia/sterrato senza particolari dislivelli fino a Santa Croce. Siamo ad oltre 25 km dalla partenza e iniziano i dolori articolari alle ginocchia (per me), ma stringo i denti (lì avrò quasi consumati all’arrivo!!)… Michele sempre neanche pel cul… Caio invece tiene il suo ritmo più tranquillo e lo ritroveremo all’arrivo.
Attraversiamo il bel paesetto di Santa Croce seguendo i segnali del sentiero CAI n° 1… dopo una breve stradina che si inerpica nel bosco, inizia un bel sentiero largo fino a portarci ad uno dei punti più suggestivi della costiera: la vedetta Slataper.
Sentiero CAI numero??????
Vedetta Slataper... non ce n'è più! Miramare...
Vedetta Slataper... un posa un po' più canonica; Miramare.
Vedetta Slataper
Faccio fatica pure a salire la scaletta della vedetta… (io) sono ormai agli sgoccioli.
Da qui manca veramente poco per arrivare a Prosecco… è il tratto più bello; si tratta di un bel sentiero in saliscendi nel bosco su morbido terreno fino ad arrivare al paese.

Il sentiero che porta a Prosecco in mezzo al bosco
Miramare... manca poco...
Una ripida discesa, con singolari deviazioni in cui ci troviamo in mezzo a cantieri abbandonati, ci fa ritornare alla realtà fatta di rumore e smog.
Ritroviamo Caio che aveva preso la deviazione bassa per la costiera da Santa Croce e, dopo alcune sfortunate coincidenze, ritorniamo alla stazione di Sagrado in treno.

FOTO DI RITO FINALI

Ciò... con quelle borracce ci va pure a dormire!!!
Variazione sul tema
Caio giunge fresco come una rosa al meeting point
Brindisi sul treno del ritorno
SFIGHE
- autista della corriera che manca poco che ci fa il dito... "corriera piena, aspettate quella dopo (fra DUE ore, n.d.r.)"
- (sfiga mancata) motrice del treno che manca poco che si incendia, in compenso ci ha affumicati con un buon odore di bruciato in carrozza

NON SFIGHE
- la bella giornata
- la compagnia
- il percorso meraviglioso
- il supermarket della stazione!!!

....
Meraviglioso
ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto
ti hanno inventato il mare
tu dici non ho niente
ti sembra niente il sole
la vita, l'amore
meraviglioso il bene di una donna
che ama solo te meraviglioso
la notte era finita
e ti sentivo ancora
sapore della vita meraviglioso
meraviglioso meraviglioso
meraviglioso meraviglioso
....
Meraviglioso - D. Modugno

CONSIGLIO: Leggete il Blog di Caio ( LINK ) ... lui è uno bravo a scrivere... mica come il sottoscritto... :p
Della stessa "avventura" ci sono altri due racconti:
- quello di Michele ( LINK ) - una cronaca appassionata metro dopo metro... che riempie i sensi
- quello di Caio ( LINK ) - il viaggio di Caio sensazione dopo sensazione

giovedì 10 ottobre 2013

Repen - M.te Lanaro: una sgambatina nel cuore del carso triestino

21.09.2013, sabato pomeriggio.
E' sempre un piacere ritrovarsi a correre/passeggiare in carso.
Avevo già scritto di questa uscita tempo fa (vedi Post ). I sentiero CAI è prima il n° 24 per poi fare l'ultimo pezzetto sul n° 5 (ripida stradina asfaltata).
Si parcheggia comodamente l'auto in uno spiazzo appena dopo il paese di Rupingrande per poi iniziare il percorso alla volta del monte Lanaro.
Il primo tratto è una stradina carina asfaltata in mezzo al bosco che diventa poi sterrato e sentiero molto agevole in mezzo alla vegetazione.
Durante il percorso si trova un piccolo allevamento di cavalli simpatici.
Vorrei solo aggiungere alcune foto... del percorso; è semplice, ma magari qualcuno si perde... sai mai.
Dopo un tratto di stradina asfaltata si inizia a percorrere un sentiero largo e comodo che penetra nel bosco.
Al parcheggio, un cartello indica tutte le info...
Lo spettacolo in "cima" al Monte Lanaro
Lo spettacolo 2
La vedetta sul monte Lanaro
Di rientro dalla camminata, la vista si staglia sulla rocca di Monrupino
That's all folks.... enjoy....
(ho altre foto se volete..)

giovedì 3 ottobre 2013

TROI DEI CIMBRI E PIZZOC TRAIL 2013 - Fregona (TV)

Si è svolta il 15 settembre 2013 la seconda edizione del Troi dei Cimbri del Cansiglio.
Il Troi dei Cimbri è una gara ultratrail di 55 km e 2800 m D+.
Il fratellino piccolo del Troi dei Cimbri è il Pizzoc Trail, un trail di 21,7 km e 1590 m D+ e 1620 D-, anch'esso quest'anno alla seconda edizione.

No, non pensate bene... non sono andato.. gli amichetti mi han fregato e mi hanno mandato una bella foto (a giochi fatti) di loro che stavano ridendo in un camper alla volta di Fregona... grrrr... vabbé, tanto il mio allenamento attuale non me lo avrebbe permesso. Io ci provo il prossimo anno eh... sarà la volta buona in cui avrò tutte le carte in regola, compresa la testa, per parteciparvi? Mah.. non so... qui non si sa domani che capita... tocca vivere un po' alla giornata.. nel frattempo cerco di trovare ispirazione dalle mie semplici corsette sul carso.
Dunque si diceva... TROI DEI CIMBRI... Tutto quello che vi racconto lo so per quanto mi è stato riferito e dalle foto degli amici che mi hanno gentilmente quanto fastidiosamente inviato per farmi vedere i bei posti in cui hanno corso.
Partenza ore 6.00 ... BUIOOOO!!!
Ecco qui alcune foto dei momenti prima della partenza:

La linea di partenza... attimi per pensare, concentrarsi, piangere...

Andrea, Marco e Michele... i volti tradiscono la tensione...
...la strategia di Michele è già chiara mentre Andrea sembra non preoccuparsi
Beh, allora si parte. Qui non posso aiutarvi... credo che dai vari forum in rete (Spiritotrail ad esempio) si riesca benissimo a carpire le emozioni dei partecipanti che hanno goduto e sofferto per 55 km.
Da parte mia posso solo dire che gli amichetti mi hanno mandato diversi messaggi, quasi fastidiosi, che si son divertiti parecchio... basta così... vado a correreeeeee!!!
Altre belle immagini.
Fantastica
LA TECNICA e I MATERIALI:
MICHELE
Copertina bozza di Spirito Trail Ottobre 2013
Michele indossa due borracce sugli spallacci e pantaloncini corti. Per evitare il freddo ha optato una copertura all-arms, che poi agevolmente ha tolto durante la corsa. In salita l'espressione è decontratta così come il gesto tecnico.
Scioltezza e leggerezza della falcata per Michele
L'ape Maya di Staranzano vola sullo sterrato del Troi dei Cimbri come se non ci fosse un domani. Sorride al fotografo in pieno stile Kilian... nessuno deve sapere la sofferenza che prova in quel momento. OTTIMO 16° POSTO per l'atleta in forze all'Atletica Fincantieri Monfalcone.

ANDREA
Copertina bozza di Correre ottobre 2013: Andrea
Il gesto tecnico di Andrea è molto muscolare, potente e all-fire. Andrea ha scelto per il troi dei Cimbri maglietta tecnica, antivento leggero con zavorra ben legata sulla schiena e pantaloncini attillati shorts. Fascia fashion arancio per assicurarsi un posto nell'album della manifestazione.
L'espressione è dura, cattiva che sa di rivincita...conscio che un piccolo errore può mettere in discussione il primato su Michele.

FABIO
Copertina bozza di Trail Forever ottobre 2013: Fabio
Per Fabio il suo primo trail. Ha concluso il Pizzoc Trail alla grande e con grande soddisfazione. Anche lui ha scelto la fascia fashion, ma nonostante la partenza posticipata rispetto ad Andrea e Michele, ha optato per dei caldi pantaloncini all-leg attillati e una maglietta tecnica. Anche per lui, zaino senza borracce sugli spallacci. L'espressione e il gesto tecnico che si deducono dalla foto sono di un atleta decontratto e che si diverte nell'ambiente in cui corre. L'entusiasmo non manca.

LA POLEMICA
E' giunta notizia in redazione di un ricorso con richiesta di sovrapposizione dei tracciati Garmin per una contestazione da parte di Andrea nei confronti dell'ape staranzanese. I due si sono controllati in tutta la gara dalla distanza e si sono visti solo alla fine della corsa con Michele giunto davanti ad Andrea. Non è chiaro infatti dove ci sia stato il sorpasso e i giudici sono in fase di sequestro dei rispettivi Garmin per l'analisi dei tracciati. Vi terremo informati.

Per una descrizione del percorso, con altimetria ecc... date una guardata al sito ufficiale www.troideicimbri.it

CIMBRI: CHI SONO?
Tratto dal sito del Troi dei Cimbri

Le Comunità Cimbre sono un complesso di popolazioni provenienti essenzialmente dal Tirolo occidentale ed in particolare dalla valle del Lech. Si stabilirono a partire dal XI secolo fino alla fine del XIV in varie località della zona montuosa compresa fra il fiume Brenta e l'Adige. Sull'Altopiano di Asiago si formarono sette comunità tedesche, che divennero note come i Sette Comuni, con capitale Asiago. Nel 1287 un nuovo gruppo di coloni tedeschi ottenne delle terre nella Lessinia veronese, costituendo nel corso del tempo i Tredici Comuni.
A partire dal 1300 i coloni vengono definiti comunemente non più tedeschi ma Cimbri. Il termine fu preso dal tedesco medievale «zimberer», boscaiolo, carpentiere.
Le comunità cimbre attualmente sono presenti oltre che in Cansiglio, nell'altopiano di Asiago in provincia di Vicenza, nei Tredici Comuni della Lessina nel veronese e a Luserna nell'altopiano del Vezzena in provincia di Trento. 

venerdì 20 settembre 2013

Partire

... non fumando...

Correre è anche evadere.

Si noti l'ora... 13.13.13.. a farlo apposta non ci sarei riuscito.

lunedì 9 settembre 2013

P.sso M. Croce Carnico - Rif. Marinelli - M. Coglians : skyrace for dummies

..e come un bambino di 5 anni mi ritrovo a correre e saltare giù per un sentiero di montagna cantando il motivetto della cavalcata delle Valchirie..
Si, bon, non mi vedeva nessuno eh..

Avrò scritto nella mia mente una cinquantina di volte questo post mentre mettevo alla prova quadricipiti, polpacci e polmoni.. ma come sempre quello che rimane dopo due giorni è un groviglio di pensieri da sbrogliare e selezionare.. e quella sensazione di benessere che ti fa dire...ancora!

L'ultima volta che andai in montagna con lo stesso spirito, zaino in spalla ed il minimo indispensabile con l’intento di provare qualcosa di diverso dal solito, fu esattamente 6 anni fa... grazie a quell'uscita capii che la corsa in quell'ambiente non faceva solamente sudare..soffrire..arrancare..sputar pallini, ma dava molto di più..ognuno apprezza a modo suo la montagna e le sensazioni che fa scatenare dentro.
Su chi poi debba ringraziare per avermi fatto alzare il culo.. beh, questa è un'altra storia.

Non pensate all'equazione MONTAGNA=FATICA ...andare in montagna è per tutti e per tutti i livelli di preparazione..
Giusto per capire, sabato avrei potuto allo stesso modo arrivare comodo comodo ad un parcheggio, farmi 40 minuti di camminata e giungere ad esempio a Malga Pramosio con giusto giusto quel leggero languorino per gustare un buon piatto di gnocchi e magari più tardi una passeggiata digestiva fino al laghetto dove mi sarei riposato.

Ma sabato son partito con altre intenzioni!
Come al solito, se non si frequenta molto la montagna… si va un po’ sul banale.. sul conosciuto. Ho scelto quindi un classico percorso..non pensando né al tempo di percorrenza né al dislivello.. mi bastava che fosse “fattibile”.
E allora Coglians sia!!! Stavolta però non dal Rif. Tolazzi da Collina, ma partendo dal P.sso di M. Croce Carnico (1360 m slm), qualche km dopo Paluzza, regno dei motociclisti trasfrontalieri.
In tutto un dislivello positivo di 2780 – 1360 = 1420 m … vabbé, mi par bene e nello stato in cui mi trovo è anche troppo!
 
Il percorso dal P.sso M.C. Carnico al M. Coglians
Beh, si parte allora. Il sentiero da prendere è il CAI 146 fin quasi al rifugio Marinelli (2120 m slm) per cui non si sbaglia. Il percorso è tutto in leggera salita con qualche tratto pianeggiante. Ritmo buono, passo rapido e gamba apposto, il tutto forse dettato un po’ dall’entusiasmo.
L’unico punto un po’ particolare di questo pezzo è “la scaletta”… un passaggio tutto sommato molto scenografico in cui bisogna calarsi, tenendosi a cavi metallici e sfruttando due piccoli gradini in legno, in una grande fessura raggiungendo la base per poi proseguire sempre sul sentiero CAI 146.

"La Scaletta" - in discesa
un "punto luce" a fianco della scaletta
"La scaletta" - In quel buco si sale/scende
Dopo una quarantina di minuti (per i camminatori), si giunge ad uno spiazzo con dei laghetti e da qui ancora 10 minuti per il rifugio.
Dopo tanto tempo eccolo di nuovo, il Rif. Marinelli! Restaurato ormai diversi anni fa, ma fa sempre la sua figura. La sosta è d’obbligo e mi concedo un caffè che quasi rimango male a pagarlo solo 1 euro!
Son solo le 9.40…c’ho impiegato praticamente 1h 30’ per arrivare lì. Sono in acqua e il ritmo veloce mi ha fatto sudare parecchio e dico la verità, mi son fermato due volte “a respirare”…le prime volte l’entusiasmo frega quasi sempre…
Rifugio Marinelli - 2120 m slm
 
L’obiettivo non è il rifugio, ma 660 m più in alto.
E allora via! Il nuovo numero da seguire è il sentiero CAI 143. L’ambiente cambia subito, sono avvolto nelle nuvole (o nebbia) e non si vede nessun panorama, ma so che in cima sarà uno spettacolo!
E fortuna che non c’è il sole!! Il ghiaione è ogni volta impietoso…ma cerco di andar su facile facile e mi trovo in poco tempo sulla sella prima dell’ultimo tratto roccioso.
Inizio del malefico ghiaione. Il sole arriverà...
Ultimo sforzo prima delle rocce finali
Lungo il percorso trovo molti camminatori… quasi tutti tedeschi/austriaci!!! E gli italiani mangiapastapizzaemandolino?? Beh, quelli son al mare! Neanche star a pensarci… vabbé…
L’ultimo pezzo è divertentissimo… una mezza arrampicata facilissima tra rocce e molto ben protetto.
A 50 m dalla cima intravedo la mitica campana di pueril memoria e quasi a farlo apposta, a 20 m sento un principio di crampo al quadricipite destro… noooo schifosooo… quasi zoppicando arrivo..un po’ anche ridendo per la coincidenza del dolore con il giungere in cima…

2780 m slm …ore 11.40 … uno spettacolo… non dico altro, le foto parlano da sole.
La vallata sul versante austriaco
La vallata sul versante austriaco
L'arrivo della ferrata della parete nord del Coglians
In cima. Ultimo piano... just for angels
In/LA cima del Coglians
Uno scorcio della campana sulla cima del Coglians
Dopo aver degustato tre biscotti, due succhi in brick e due pomodori (insomma grande abbuffata!!)… pasciuto dell’ambiente paradisiaco… ascoltato un gruppo di improvvisati cantori… asciugatomi al sole… si torna giù!

VIDEO: non potevo non filmare... la canzone è azzeccatissima!!
video


VIDEO: in cima... lo spettacolo... e i discorsoni..ahahah


Il rientro è divertente… il ghiaione, sarà bastardello in salita.. ma in discesa un bambino non si divertirebbe di più… beh, qualche scivolone l’ho fatto… ma ci sta!

In poco mi ritrovo di nuovo al rif. Marinelli dove affido una macchina fotografica trovata sul percorso e mi bevo, assetato, una Coca-Cola.. ooooh… scusate..non lo faccio più!

Ripercorro il sentiero CAI 146 al contrario. Avrete notato anche voi… ma non ti rendi conto di quanto sei salito se non quando affronti la discesa… il single track è entusiasmante… mai troppo ripido…consente di correre, saltare, schivare sassi e rami! Diventa un bel gioco dove sei solo tu e ciò che ti offre la montagna. Tattatataaaata tattatataaataa  tattatattaaaaaaaaa [trad. “Cavalcata delle Valchirie”] … un pezzo me lo son goduto così…chi era in spiaggia a respirare vapori di crema ed olio abbronzante, di pelle bruciacchiata, calli arrosti e sudore stantio… beh..non può capire! ahahahh
Poi ti trovi persone che appena devono arrivare al rifugio e, classica domanda che fanno con una chiara speranza negli occhi… “Quanto manca????” … e tu li guardi, li vedi quasi che ti pregano di mentire… poi spieghi loro che non manca poi molto… hihihi..

Infine, la mia tabella di marcia!

8.10 P.sso di M. Croce Carnico
9.40 arrivo Rif. Marinelli – (tempo impiegato: 1h 30’)

9.56 partenza da Rif. Marinelli
11.23 arrivo M. Coglians – (tempo impiegato: 1h 27’)

12.03 partenza da M. Coglians
12.49 arrivo Rif. Marinelli – (tempo impiegato: 46’)

13.14 partenza da Rif. Marinelli
14.14 arrivo P.sso di M. Croce Carnico – (tempo impiegato: 1h)

17.00 spiaggia!!!!! :-( 
Il guardiano dell'auto nell'attesa del padrone