TOP RACES e PERSONAL BESTS

TOP RACES e PERSONAL BESTS
1) Sky Race Forni di Sopra (20 km, D+ 1.700 m): 2h 57' 38 '' (2007)
2) Maratonina Trieste (21 km): 1h 22' 23'' (2006)
3) Camignada poi sie' refuge - Misurina > Auronzo (30 km, D+ 1.319 m, D- 2.213): 4h 10' 06' (07/08/11)
4) Sky Race Monte Cavallo - Piancavallo (PN) - (20 km, D+ 1.650 m): 3h 54' 59'' (11/09/11)
5) Cavalcata Carsica 2011 - (50 km, D+ 1.000 m): 6h 07' (04/12/11)
6) Ecomaratona Clivius - Monteforte d'Alpone (VR) - (42 km, D+ 1.550 m): 4h 49' 12'' (22/01/12)
7) TCE (Traversata dei Colli Euganei) - Villa di Teolo (PD) - (42 km, D+ 2.000 m): 5h 37' 10'' (15/04/12) - link

RACES 2014
1) Coppa Gorizia - 1^ prova, Dobbia di Staranzano
2) Coppa Gorizia - 3^ prova, Aquileia
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giovedì 17 agosto 2017

Il ritorno del lupacchiotto guerriero: puntata zero ed elucubrazioni in vista della Fisherman's Friend Strongmanrun



Rieccomi cari. E’ passato un po’ di tempo, ma sono ancora qui.
 “Aho... era ora! Ma che fine avevi fatto? Eravamo in pensiero...
Vabbé... ho avuto i miei cazzi... scusami...
Oggi trovo motivo e motivazione di scrivere dopo aver passato un periodo per molti aspetti un po’ complicato e turbolento; per certi versi esso persiste, ma credo che sia insito nella natura umana trovarsi ad affrontare difficoltà, resistere, reagire e superarle. Evoluzione è anche questo.
L’importante è non abbattersi… perché mentre oggi può essere tutto nero, domani quel nero esteso potrebbe diventare un mero ed insignificante puntino al cospetto del colore che lo circonda.
Questo post lo scrivo come premessa a quello che verrà in futuro. Chissà se troverò motivazione per completare l’opera o se rimarrà incompiuta…
Ma che stai addì??
Si hai ragione. Non esiste un capo ed una coda… ci si pone degli obiettivi nello sport e nella vita, ma non si può mica dire che “l’opera” ha una fine (o un inizio)…
ah ecco, hai capito”.
Già. Allora vediamo quale obiettivo mi sono posto nel prossimo futuro.
In un post precedente (LINK) vi ho snocciolato tutta la mia carriera sportiva. Di recente ho fatto un po’ il fannullone… limitandomi a contenere la panza che avanza il più possibile senza cercare di cambiare troppe taglie di vestiti e fare nuovi buchi alla cintura. Ci sono riuscito discretamente; solo che si arriva ad un punto imbarazzante in cui ti dici… ok, torniamo in forma… ci provi: corsetta lunedì… corsetta mercoledì… e poi corsetta… boh… basta. Son stufo. Ecco.
Dopo anni di mini vacanzine, quest’anno ho deciso di farne una seria. Islanda. Era dall’università che ci pensavo a quella terra stupenda. Non vi sto ora a raccontare le meraviglie della Natura che ho visto (in caso chiedetemi in separata sede o guardate le foto sul mio profilo instagram @il_mansu_ )… sta di fatto che sono rientrato con gli occhi ed il cuore colmi di bellezze. In più, il gruppo di ragazzi con cui sono andato è stato per me uno degli incontri più belli mai fatti nella mia vita. C’ho lasciato il cuore in Islanda… ed un pezzo appartiene anche a quegli amici che spero di rivedere presto.
ok ciccio… ma torniamo a noi… sto obiettivo??
Hai ragione… ma la premessa era d’obbligo caro. Dunque, dicevo che di sport ne ho fatti parecchi… e nel tempo si sono evoluti verso quel qualcosa di più selvaggio… dalle corse su strada alla corsa in natura, dall’arrampicata in palestra a quella in falesia… insomma una ricerca di maggior libertà sia del gesto che nell’ambiente dove avviene.
Per il mio “ritorno” all’attività, incuriosito dalla proposta di un amico che ho conosciuto in Islanda, parteciperò al Fisherman’sFriend Strongmanrun a Rovereto: un percorso ad ostacoli da ripetere due volte per un totale di 20 km. L’anno scorso c’erano circa 2500 persone. La sfida mi ha acchiappato subito. Iscrizione fatta e "allenamenti iniziati". Si va cari! Si va!
Ora è tutto in funzione di quella corsa. No non la prendo troppo seriamente, solo che mi piace l’obiettivo e il fatto che ogni tipo di allenamento sarà finalizzato a quell’evento…
Rispetto a quanto fatto in “carriera”, la Strongmanrun è un qualcosa di non convenzionale che sta prendendo sempre più piede e destando interesse tra la gente di tutte le età; essa coniuga infatti la mera azione fisica, al divertimento… individuale o di gruppo. Si tratta di un evento non competitivo che lo si può prendere con serietà per tentare di primeggiare sugli altri concorrenti così come una divertente azione di squadra.
… maaa e sti allenamenti?? Ti alleni con metodo o alla cazzo come al solito?
La seconda che hai detto.
O meglio. Fermo restando che allenarsi con metodo e programmazione paga molto, nel contesto più godereccio di questi eventi… dove nemmeno non ho particolari velleità competitive, preferisco allenarmi a sensazione.
L’allenamento dovrà consistere comunque in una buona base aerobica e di resistenza alla corsa prolungata (ricordo che son 20 km… interrotti da diversi ostacoli). Nel mezzo sarà necessario usare le doti, mai sopite ma dormienti, di arrampicata, ginnastica artistica, nuoto ecc…  per saltare, stare in equilibrio, tirarsi su, nuotare, strisciare, correre… insomma tutta una commistione di abilità che bene o male ho acquisito e che stanno al momento dormendo da qualche parte dentro di me nell'intramuscolo e nell'intracervello.
Nei giorni scorsi ho fatto un po’ di allenamento di corpo libero… quindi salto con la corda, piegamenti, flessioni, posizioni trattenute come è tanto di moda, trazioni ecc. E tutto con il peso del mio corpo, no pesacci di ghisa... che poi mi cadono e mi scheggiano le mie bellissime piastrelle!
Oggi corsa in carso.
Meravigliosa corsa… sensazioni molto buone devo dire. Il carso dietro Monfalcone, tra salitelle e sentieri dentro il bosco, a volte diventa il mio parco giochi dove trovo la concentrazione e l’isolamento necessario… oltre che bellissimi paesaggi e meravigliose manifestazioni naturalistiche come ad esempio d’autunno il rossore del sommaco o i tramonti in ogni periodo dell’anno.
Oggi ce n’era uno stupendo... sono arrivato in cima al "monte"... stravolto dal caldo e grondante di sudore dopo una salita che non facevo da tempo... mi sono acquattato sulle gambe... e mi son messo a guardare... a guardare... e certe volte sei talmente immerso in quella bellezza che non ti accorgi che ti stanno scendendo delle lacrime per l'empatia con l'universo.
Il ritorno dalla corsa... s'è fatto sul serio stavolta.

martedì 4 febbraio 2014

Coppa Gorizia 2014 - 1^ prova

Pioggia e un bel venticello fresco hanno caratterizzato il 4° cross della Boschetta a Dobbia svoltosi domenica 2 febbraio 2014 e valido per la prima prova di Coppa Gorizia.
E' un inizio... 
Trio Pacai
... il "peso" dell'esperienza... non sempre "aiuta"...

Attimi prima del via
Partenza categorie SM + SM35: tutti a guardare il cronometro eh?!?!

Leitmotiv della campestre...
 Ci vuole allenamento, lo so... datemi qualche settimana... ;-)


Link sito Trofeo Provincia di Gorizia

Articolo su blog Atletica Monfalcone

Questi i risultati

Classifica per società dopo la prima prova

lunedì 27 gennaio 2014

La mia storia (sportiva) in poche parole... e alcuni consigli

Ne è passata di acqua sotto i ponti... praticamente 20 anni !!!! dall'ultima mia partecipazione come componente di una squadra di atletica.
Questo post potrebbe essere un libro di 1.000 pagine... magari un giorno lo scriverò... chissà...

In principio fu il nuoto.
Dai 3 ai 9 anni mi trovai a sguazzare nella piscina di Codroipo... ogni volta mi ritrovavo a tremar di freddo sul bordo della piscina, incollato alla scaletta, prima di iniziare e invidiavo gli altri bambini che erano già che facevano gli esercizi di galleggiamento noncuranti della forza di gravità contro cui lottavo per stare a galla... odiavo gli esercizi con la tavoletta... mi piacevano molto gli esercizi di ginnastica e di stretching prima della lezione però.
Poi, come qualsiasi bambino di paese che si rispetti, accantonate le tentazioni del ciclismo e del basket, fui introdotto al calcio...e per molto tempo non ebbi che quello. In circa 6 anni passai dal ruolo di terzino a quello del mediano... per finire come centrocampista/attaccante.
Mai un cartellino giallo.
Mai un cartellino rosso.

La mia avventura nell'atletica leggera la iniziai ufficiosamente con le campestri in prima media (esperienza traumatica... fango, pioggia e fiato a groppi), grazie a degli indimenticati professori di educazione fisica; "MAI PIU!!!" mi dissi subito dopo essere arrivato a quella prima gara, in condizioni pietose. "ANCORA!!" dissi l'anno dopo, quando arrivai tra i primi alla stessa gara!
Il terzo anno, merito del  prof. Alzetta, entrai a far parte della Libertas Fagagna chiudendo tra mille polemiche e contrasti la mia carriera da "promettente" calciatore e specializzandomi nella corsa campestre, salto in lungo, 600 m e giavellotto e sperimentando anche molte altre specialità (disco, salto in alto, 80 m, ....). La mia prima volta in pista fu un 400 m, e fu anche l'ultima.
Ricordo, ormai con un sorriso, anche le disastrose quanto azzardate partecipazioni (zero background, prima partecipazione in assoluto) in gare molto tecniche ed altrettanto importanti quali:
  • gara nazionale di marcia di un non meglio definito anno a Grado ("tu che sei bravo a correre... prova ad andare un po' a quella gara lì" ) - quella volta 4 su 5 di noi furono "sbattuti fuori" dagli arbitri severissimi... prima vera delusione... prima vera lezione
  • finali nazionali Giochi della Gioventù a Catania (anno 1990) - 100 m ostacoli: i cannoli siciliani e la visita all'anfiteatro di Taormina hanno compensato la mia scarsa prestazione agonistica.
Spedizione ai Giochi della Gioventù di Catania - III media

Sono stati anni meravigliosi che mi sono rimasti nel cuore, fatti di partecipazioni a gare nazionali e regionali, tanti amici nuovi e buone soddisfazioni sportive terminando con un modesto record regionale nelle prove multiple.
Salto in lungo - Atletica Fagagna

L'avventura proseguì poi nella Libertas Udine quando iniziai il liceo scientifico dove potei sfruttare la mia versatilità ottenendo buoni risultati a livello regionale concentrandomi soprattutto su:
  • salto in lungo (6,40 m circa)
  • giavellotto (45 m ?? )
  • salto con l'asta (3,60  m ??)
Tutto questo fino al 1992/93. Poi la mia avventura ufficiale nell'atletica leggera terminò.
Continuai la mia esperienza grazie al bagaglio tecnico accumulato negli anni, nelle gare studentesche del liceo grazie al quale riuscii a partecipare ai nazionali di corsa campestre a Pavia.
Anche l'esperienza liceale fu segnata dalla presenza di un grande professore di educazione fisica ed un esempio per tutti: il prof. Dannisi.

Nel 1996, alla chiusura del quinto anno di liceo, ottenni il riconoscimento che per 4 anni invidiai, dal mio piccolo, a ragazzi molto più bravi di me:
Alunno Marco Mansutti 
ATLETA DELL'ANNO

per me quel momento valse quanto e forse più del diploma che avrei conseguito con un po' di delusione qualche settimana più tardi; ebbe il sapore di una rivincita, di una rivalsa, una dimostrazione che la caparbietà, l'impegno e la voglia di raggiungere un obiettivo erano più forti di qualsiasi altra cosa.
Potevo ritenermi felice, completo, da quel punto di vista. Non ero più l' "eterno secondo".

In quegli anni mi dedicai anche, incuriosito, alle arti marziali, e vinsi in poco tempo il titolo nazionale Libertas di Kata nello Yoseikan Budo (cintura arancione).

Il primo anno all'università provai karate, ma era meno completo e l'impostazione era troppo rigida rispetto allo yoseikan... poi ci fu un anno di ginnastica artistica, sport che avevo sempre desiderato provare (son convinto che sarei diventato un ottimo ginnasta se avessi avuto la possibilità da piccolo di praticare questo sport); ebbi comunque anche qui qualche piccola soddisfazione (il "salto della morte", la verticale da fermo, lo slancio alla sbarra... piccole conquiste insomma).

Poi, un solitario foglio pubblicitario appeso su un muro della facoltà di economia, mi catapultò di prepotenza nell'arrampicata sportiva, passione e delirio del periodo universitario.
Interessante notare come il fisico (almeno il mio) si adatti alle caratteristiche dello sport che si pratica: dimagrii molto, le vene mi uscivano dagli avambracci, la schiena non ne parliamo...
Partecipai anche a qualche gara di bouldering (passaggi brevi ed esplosivi, più adatti al mio tipo di fisico)... mi piaceva parecchio tutto questo! Natura, divertimento, amici... insomma la "filosofia del climber"...  ma con un pizzico di agonismo. L'arrampicata poi ti permette di "sentire" molto le sensazioni del corpo... molto importanti sono il coordinamento e l'equilibrio... ma soprattutto la testa!
Approfittai infine di un corso ufficiale per diventare istruttore di arrampicata sportiva.

Climbing in "Mani di Fatima" - Trieste

Ero così rapito dall'arrampicata che arrivai a costriurmi persino il "muro" nel giardino di casa; acquistai le prese in resina, un po' di assi di legno, viti varie, un po' di olio di gomito..... et voilà! ... così mi sarei allenato anche quando non ero a Trieste.
Il muro "casalingo"
Studio, sport, amici... basta.... ah, se sapevo prima che c'erano anche le feste e gli aperitivi... ancora c'è gente che mi "rimprovera" di non aver vissuto la Trieste universitaria come avrei dovuto [...ma davvero mi son perso qualcosa? Sarei qui ora? E se anziché testa veniva croce in quel momento che mi son giocato l'Erasmus di un anno a Manchester (per mia bontà d'animo concessi ad un amico il sorteggio, nonostante avessi io il diritto di andarci).... dove sarei ora??? Avrei fatto lo stesso percorso? Avrei conosciuto comunque le persone che ora sono i pilastri della mia vita? Beh... il destino con me spesso è balordo... io dico probabilmente sì, sono convinto che non poteva essere altrimenti...]
"Il Totem" - mitica foto scattata durante una sessione di bouldering in Carnia
Dopo l'esperienza universitaria chiusi anche quella arrampicatoria, purtroppo. Trieste e gli amici erano troppo lontani e non riuscii più a sostenere il ritmo di prima, con l'ansia pure di trovarmi un lavoro ed iniziare una nuova vita.
Passò un po' di tempo ed ebbi l'opportunità di stabilirmi a Sistiana, località tra mare e carso. Qui da autodidatta ritornai alle corse, dapprima su strada... poi frequentando sempre di più il carso mi convertii al trail. Qualche intermezzo di arti marziali (Yoseikan Budo e Wushu). Tornai anche al triathlon che praticai prima nel 2003 con l'Udine Triathlon, poi passando alla squadra di Monfalcone e più di recente con il Gorizia Triathlon.
Il mio primo Triathlon Olimpico (Grado - 2003)
Triathlon Sprint - il senza cuffia in mezzo ai "mostri sacri" (Spilimbergo - 2006)
 Triathlon Sprint Trieste - 28/8/11 - cambio (un po' lentino) nuoto/bici

Anche qui i risultati erano buoni, ma il tempo da dedicare per fare bene secondo i miei parametri era troppo e misi di nuovo il triathlon nel cassetto dedicandomi in modo un po' più libero ed easy alle corse su strada o partecipando alle garette di Coppa Trieste. Discreti risultati.
Nel 2006, dopo vari mesi di allenamenti specifici, ottenni il mio primato, sulla mezza maratona sulle strade di Trieste.
Maratonina di Trieste 2006: il mio primato 1h 22' 23''

Successivamente, verso la fine del 2007, mi trasferii a Monfalcone, qualche mese di arti marziali, un po' di noiosissima palestra e poi mi dedicai a riprendere di nuovo il triathlon... ma non ero più quello di prima. Un giorno in piscina, nuotando, sentii le forze abbandonarmi... mi sentii affondare. Dopo nemmeno mezzora ed un fiatone interminabile, uscii dalla vasca... pensieroso, un po' preoccupato, testa bassa.
Ci riprovai gli allenamenti successivi, ma niente. Iniziavo a chiedermi quale fosse il senso di tutto questo "fare"... per cosa?
Ero/avevo finito? Avevo dato tutto?
Furono anni un po' bui e difficili in cui facevo molta fatica a trovare motivazioni ed obiettivi e la testa era costantemente da altre parti. Mancava la costanza, la determinazione che mi aveva sempre contraddistinto. Avevo altri pensieri... il lavoro... il futuro... il destino... insomma cose importanti... lo sport che era stato sempre davanti a tutto... ora era laddietro, in standby.
C'è sempre, per ognuno, un periodo della vita che ha queste caratteristiche... credo.
Pallavolo! Proviamoci... per un annetto feci anche parte di una squadra amatoriale di pallavolo... gli "Amicici"!!

Passai dopo qualche anno, a forza di tentativi, alle corse in natura e partecipai anche a qualche garetta in giro per l'Italia; la mia prima ultra fu la famosa Calvalcata Carsica (50 km)... scoprii un nuovo mondo, fatto di rispetto per l'ambiente e di passione vera per lo sport dove età e ordine di arrivo non importavano molto.
Il bello del trail poi, è che sono corse lunghe attraverso posti molto belli... e hai tempo di pensare, di ricordare, di parlare a te stesso e immaginare di parlare agli altri senza per forza essere matto.... è un flusso che ti esce da solo e che devi solo stare a "sentire", cercare ed accarezzare quelle cose che hai dentro e che ti sostengono durante il percorso.

E rieccoci qua, anno 2014; qualche acciacco in più, qualche dubbio... ma lo spirito è sempre lo stesso.
Non sono cambiato dentro, solo fuori un pochino.
Non sono un tipo che cambia... i valori "basali" che avevo prima, lì ho anche ora... anzi le esperienze che ho fatto nel tempo li hanno "rivisti e corretti", migliorandoli.... poi, come al solito, dico sempre che bisogna anche dimostrarli...
Ora son qua, più forte di prima, .................  e non mi riferisco al fisico.

Ora sono qui ...
... e difenderò con orgoglio e con i denti, come sempre, tutto ciò che mi è di più caro.

SPORT CHE VORREI ANCORA PROVARE (se ne avessi la possibilità e l'opportunità)
- rugby
- golf
- kitesurf
(lista non esaustiva)

NOTE E CONSIGLI - A TUTTI I GENITORI
Lo sport è importante per i vostri figli.
Toglieteli dalla TV e dai giochetti elettronici e fateli giocare all'aria aperta, fateli divertire e conoscere i valori che lo sport può far crescere in loro. Il calcio è uno dei tanti, ma ci sono molti sport adatti allo scopo... probabilmente uno per ogni età ed ogni fase della crescita.
Da piccoli consiglierei uno sport di squadra, qualsiasi; poi in funzione di ciò che piace fare e delle singole aspirazioni probabilmente decideranno loro.
Non catapultateli subito nella competizione più sfrenata, ma fateli giocare e fate crescere in loro il rispetto per gli altri innanzitutto. Siate orgogliosi della partecipazione ad una gara di vostro figlio e lasciate perdere i campanilismi e l'istigazione ad essere i migliori a danno di altri.

Voi genitori siete fondamentali per la crescita sana dei vostri figli. Perché?
Tutto quello che avete letto qua sopra è la mia esperienza, fino ad ora.
Anch'io ho mangiato merendine da piccolo, un'enormità!!... ne andavo matto... ed ero quasi un teledipendente (vabbé... con quei cartoni animati che passavano a quel tempo sarei quasi giustificato!... era un lavoro! ahah).
Ma tutto quello che avete letto qui credo non sia altro che la bellissima pianta che è nata da un seme piantato quando ero piccolo.
Questo "seme" erano le corsette a piedi in giro per i campi con mio padre... ci si fermava e si faceva stretching (stretching?? Cos'era?... io copiavo quel che faceva lui...).
Questo "seme" erano le corse con la bici da corsa che mi era stata regalata (non le gare con la playstation)... e a fianco c'era mio padre con la sua bici da corsa, in divisa... e non vedevo l'ora di togliere le rotelle dalla ruota di dietro per copiarlo...
Once upon a time...
Questo voglio dire... siate buoni esempi per i vostri figli... portarli in bar a bere aperitivi con voi e mettere loro in mano la terrina di patatine perché stiano tranquilli non è proprio un buon esempio.

mercoledì 4 dicembre 2013

Cavalcata Carsica 2013 - la straordinaria avventura di Michele

Ospito con grande piacere ed onore il bellissimo e commovente (per intenditori) racconto dell'amico Michele Piatto.
Mi ha mandato il testo ieri sera... "Pubblicalo solo se ti piace!", mi ha scritto.
E' un racconto stupendo. Vedrete.
Godetevelo...
...parola per parola...
...sensazione per sensazione...
Eccolo.
La Cavalcata Carsica arriva alla fine del calendario gregoriano, un po' dopo il San Martino della nostra memoria agricola. Arriva quando le ultime foglie cadono, le giornate si accorciano, gli animali vanno in letargo. Insomma, arriva quando il corpo avrebbe bisogno di riposo, questo mi è chiaro. Ma il fascino della Cavalcata è sottile: c'è il carso che amo e poi esprime una visione essenziale della corsa, non ci sono pettorali, premi in denaro o in natura, uno corre per se stesso. Ci si slega dalla materialità con un' attività prevalentemente fisica, 50 km su e giù per il carso. Per cui, alla fine la cavalcata si fa, si fa con qualunque meteo.

È il mio terzo anno, ma questa volta è diverso, mi sono posto un obiettivo che non è solo quello di arrivare alla fine. Essenzialmente non voglio affrontare una corsa facile, ed in fondo, quello che voglio non è correrne una difficile, ma voglio educarmi ad avere la capacità di gestire al meglio una corsa difficile.
Il mio obiettivo è ambizioso ma non impossibile: chiuderla in meno di 5 ore, con il mio allenamento questo si può fare solo se mente e corpo sono connessi.
Michele e Andrea verso Pesek
Sono le 7:30 ed a Pesek siamo in tanti ad ascoltare gli ululati della bora. Guardo la compagnia, molti sono stravestiti, qualcuno, come me, porta i pantaloni a mezza gamba, ma stranamente nessuno veste i pantaloncini corti. Possibile che  il mondo abbia già terminato di fabbricare matti? No, è che fa veramente freddo, ci sarà forse un grado e il vento soffia, soffia forte. Il sole è ancora in Slovenia. Molti di quelli presenti correranno, molti sono anche gli accompagnatori.

Tra una folata e l'altra sento una frase degli eterni ragazzi che tengono i tempi, una frase semplice ma che scalda il cuore:

El sol lo gavè in schena, se lo vedè difronte,
vol dir che gavè sbaià strada e sé mejo che tornè indrio

Mi piace, mi piace! Sembra di stare in famiglia, il clima è freddissimo ma allo stesso tempo conviviale, fra amici sconosciuti.


Siamo in tanti, qualcuno della mia società, la Fincantieri, poi Andrea con cui voglio condividere quanto posso della corsa e Fabio, il nostro amico e accompagnatore e supporter.
Foto di gruppo prima della partenza: freddo freddo, cuore caldo caldo
Le urla di incoraggiamento accompagnano il via. Enrico parte a razzo, so che ce la metterà tutta, come sempre, poi quello che verrà verrà. Io parto un po' più veloce del solito, ma non sparato, già alla prima salita mescolo la camminata alla corsa. In breve arriviamo a Grozzana e subito dopo sul Cocusso, la salita è tosta e non mi voglio bruciare, cammino. Mi passano in molti, sarò almeno trentesimo. Poi si scollina e riparto a correre e ritrovo Andrea. Il viaggio è lungo e si sta quasi sempre per boschi, ma nei pochi attraversamenti urbani non manca mai chi ci incoraggia, è bello.

Mi incuriosisce un picchio che continua il suo lavoro incurante di noi, incurante di tutto. Controllo l'orologio, il ritmo da tenere è importante per non andare fuori giri e per sapere quando mangiare. Con me ho acqua, sali e delle marmellatine. Le ho scelte per gli ingredienti: solo frutta e zucchero, non mi avvelenano il motore, per cui ok. Ma le dosi sono sufficienti solo per arrivare a Fernetti, dove sappiamo che ci aspetta il nostro accompagnatore supporter, Fabio. E a Fernetti ci arriviamo con 2 minuti di anticipo sulla tabella prevista e purtroppo Fabio non c'è. Qualche contrattempo, evidentemente,  ma adesso le cose si rendono più difficili. Il prossimo rifornimento è previsto a San Pelagio, tra altri 19 km. Ma so, che se non mangio adesso, cederò verso la fine. Andiamo avanti, corriamo, siamo qua per questo, ma devo razionare il cibo e quindi mi domando se sia meglio diminuire il ritmo o no. Invece, un imprevisto ancora, ma positivo: a Zolla sento una voce amica, è Matteo, pronto per la sua staffetta. Gli chiedo viveri, ha una bella borraccia con del Polase, ottimo, non dovevo disperare, gliene bevo mezza! Grazie Matteo, ti devo una birra.

Ripartiamo, adesso è un bel girare. Il sole illumina le carrarecce, i sentieri. La bora soffia forte, ma più che il freddo è il rumore degli alberi piegati a sentirsi chiaro. Una luce intrigante e fiabesca filtra tra le foglie.

Siamo al 25esimo km, controllo il corpo, il mio corpo,
lo voglio sentire tutto.
É presente?
Una lezione di yoga mentre si corre...

Le gambe sono a posto, stanche il giusto, i polmoni girano bene, il cuore è regolare. Mi piace sentire il leggero soffio del respiro, mi fa sentire più vivo. Forse amo la corsa per questo. Forse.

Sento che Andrea si sta staccando, devo aver aumentato il ritmo.
I pensieri corrono come le gambe.

Collegamento testa/mente, siamo collegati?
Sì?

Alle volte con la mente vorremmo che le nostre gambe girino più veloci di quanto può il corpo, a volte il contrario. Corsa come allenamento per la mente? Lo facciamo per noi? I km vanno avanti e tra un sasso e l'altro, tra un sentiero in salita ed uno in discesa penso alla corsa come palestra per la mente.  

Alla fine è un atto egoistico. Ma nel senso più puro del termine, un atto d'amore per se stessi. Poi si può farlo in compagnia, e molte volte è meglio, ma alla fin fine è un gesto privato.

Al 35esimo arriviamo a San Pelagio, mi sento bene, nessuna noia, ma dalla tabella che ho in testa sono 4 minuti in ritardo. Fabio questa volta c'è e mi passa i sali e le marmellatine.
Michele arriva a San Pelagio
Andrea arriva a San Pelagio
É una gioia vedere anche il padre di Andrea e Marco "lo scienziato". Marco è una persona che  non si può che essere felici di vedere. È sempre positivo. Riparto, ma so che se tengo questo ritmo non ce la posso fare ad arrivare sulle 5h, per cui accelero, non ho scelta. Riprendo quanti mi avevano passato durante la sosta e mi faccio due conti, oramai mancano 12 km, ma la stanchezza comincia a farsi un po' sentire. Mi domando allora se devo ascoltare il corpo che mi dice di rallentare, di camminare in salita o meno.
Penso a chi arriverà primo
e so che lo farà perchè si è sacrificato più degli altri,
perchè lo vuole!
Io non posso ambire ad arrivare primo ma voglio vedere se posso fare questa cosa con impegno, se posso arrivare sulle 5h, lo voglio? Voglio raggiungere il mio obiettivo? Non posso correre questi 12 km che mancano domani, non posso farlo quando le gambe sono riposate, quando mi farà più comodo, quando sarà facile.

No, se voglio questa cosa, devo farlo adesso,
per cui, devo stringere i denti e andare avanti...
La mente lo vuole.
Il corpo? È stanco, ma quanto stanco?
Riesco a tenere 12 km con questo ritmo?
Si, sento di si, per cui scalo marcia e aumento.

Le gambe non girano bene come mi piacerebbe ma vanno. C'è l'Ermada, la fortezza, casa di soldati. Mille pensieri. C'è una salita, ma è chiaro che non posso mollare. Durante la discesa dell'oleodotto sento un paio di crampi, non adesso, non adesso che Jamiano è lì...! rallento un pelo, bevo un po'.

Medeazza, cento memorie di guerra mi saltano in mente, ma questa è un'altra storia. Mancano meno di 4 km e il crono è sulle 4h e 35, ce la posso fare, trovo un compagno di avventura che cammina e mancano solo 2 km, mi secca passarlo adesso, lo incoraggio, ma si vede che è cotto. Vado avanti, oramai questi sentieri li conosco e non devo fermarmi a controllare la via, devo correre.

Spengo la mente. "Corri Michele, corri!!!"
CORRO!


Arrivo?
ARRIVO!!!
 
Logistica e spiegamento di mezzi presso la zona di arrivo a Iamiano

Crono a 4h 55m, lo volevo, con la mente, con il corpo.
Una sfida immateriale con me stesso, per me stesso. Sono felice, sono soddisfatto come se avessi vinto...

...perchè alla fin fine...
...HO VINTO.
  
Percorso
 Altimetria


venerdì 25 ottobre 2013

I'm back

Di nuovo
Il fragore delle foglie gialle sotto le scarpe
L'odore delle tenebre, squarciate da artifizi luminosi
Il sapore della nebbia, che leviga il viso
I colori ovattati che scorrono anonimi, oscillando
Il morbido respiro, non più affannato
La leggerezza del gesto che sfasa sensi e ripristina sensazioni

I'm back...
...once more
 I'm back...

mercoledì 16 ottobre 2013

13 ottobre 2013 - Trail da Sagrado a Miramare: 38 km di puro carso

13.10.13
E’ il giorno della Barcolana.
Per me, Michele e Caio (Claudio) è invece il giorno della “carsolana” (vabbé… non mi veniva nulla di meglio come nome... ;-)

L’idea è partita così:
...succede che ti senti dire…
Ah.. domenica io e Caio facciamo quel giro… vieni?”…
Momento di meditazione e smarrimento, poi l'incoscienza prende il sopravvento…
E perché no? Sì, dai!
e quindi quel giorno non puoi far altro che.... andarci!
...con i soliti timori di non farcela a correre tutti quei km (soprattutto perché per mesi non hai fatto un colpo!)… ma, non te ne frega nulla… e vai…
l’importate è provarci no?, soprattutto se hai degli amici che ti stanno a fianco e ti incitano nei momenti di difficoltà!
E in quei momenti lì...
...realizzi che i limiti che pensi di avere non sono altro che artifizi costruiti ad arte dalla tua mente.
Lì, magari non subito...
...capisci che il corpo detta legge fino ad un certo punto… poi il resto lo deve fare la testa, il carattere, la volontà, la forza che qualcuno ti ha piantato dentro molto tempo prima e che fa di te una singolarità.
Lì… impari.
Lì… il trail insegna.

Si tratta di un percorso su stradine sterrate, sentieri, carrarecce che parte dalla stazione ferroviaria di Sagrado e giunge, dopo circa 38 km, in prossimità della stazione di Miramare di Trieste. Il primo tratto è molto semplice e corribile e attraversa l’altopiano al di sopra di Sagrado, Fogliano, Ronchi dei Legionari/Vermegliano e Monfalcone seguendo prevalentemente il sentiero CAI n° 80.
I 38 km circa del percorso fatto. Da Sagrado a Miramare.
Siamo ad ottobre e la vegetazione, che in questo tratto è costituita per la maggior parte dai tipici arbusti del carso, tra cui l’ailanto (Michele docet), inizia ad “arrossire”… ad inizio novembre sarà uno spettacolo ed un tripudio di colori intensi!
Arrivati, dopo circa una decina di km in prossimità del monte Cosich all’altezza della Rocca di Monfalcone, che si trova nel lato opposto rispetto all’autostrada, the young boy Leo, che ci ha accompagnato da Sagrado senza battere ciglio, abbandona il gruppo lasciandoci proseguire verso la nostra meta.
Michele, Caio e Leonardo al primo cippo all'altezza di Vermegliano
Proseguiamo dunque io, Michele e Caio prima in direzione del lago di Pietrarossa e poi tagliando verso Iamiano con l’obiettivo di intercettare il sentiero CAI n° 3. Attraversata la statale del vallone, improvvisiamo grazie all’intuito del tattico del gruppo (Michele n.d.r.) e seguiamo una pista che ci porta diretti dopo qualche km a Medeazza dove facciamo la prima vera pausa. L’addetto alla strumentazione (Caio n.d.r.) ci comunica che abbiamo toccato i 17 km.
La stanchezza inizia un po’ a farsi sentire, come i primi indolenzimenti (per me). Caio resiste. Michele.. neanche pel cul.. Le espressioni dei nostri visi sono ancora presentabili…
Il tattico Michele traccia la rotta durante lo stop di Medeazza
Medeazza: Michele, il tattico
Medeazza: me e sul retro Caio
La giornata, prima nuvolosa, ora ci regala un sole inaspettato ed un cielo limpido… siam più fortunati noi di quelli della Barcolana visto che il vento è quasi assente… è una perfetta giornata primaverile (solo che siamo ad ottobre!).
Da Medeazza procediamo sul sentiero CAI n° 3. Da qui è possibile prendere anche la variante bassa (CAI 3 A). Dopo la ripidissima salita tagliamo dritti seguendo la traccia dell’oleodotto alla volta di Ceroglie dell’Ermada. Il tratto prima di giungere nel paese è una suggestiva discesa nel bosco.
Tratto di strada asfaltata in discesa piacevole, tra il paesino di Ceroglie prima e Sistiana poi fino a raggiungere la strada costiera; percorredo questo tratto mi sovvengono bei ricordi del passato, di quando vivevo a Sistiana: arrivato dal lavoro, dopo neanche 5 minuti stavo percorrendo il medesimo tratto al contrario verso il bosco... eh, a quei tempi correvo "sul serio"... ora ci provo, è diverso...
Dopo un caffè tattico e necessario, dalla strada saliamo ripidi intercettando il sentiero CAI n° 1 che ci porterà fino alla fine del nostro percorso ovvero Prosecco.
Si tratta di un sentiero letteralmente meraviglioso: nei primi km si corre e si cammina in un tracciato che alterna tratti di boscaglia a punti esposti che permettono di vedere panorami fantastici verso il mare; un saliscendi che si conclude con l’odore della salvia selvatica e l’inizio del famoso “sentiero della salvia” che si interseca con il “sentiero dei pescatori”, quest’ultimo va giù giù fin Canovella de’ Zoppoli. Siamo all'altezza di Aurisina.

Me and Caius
Finally Caio!!
 

Oci serai! Porc...
Un tratto della costiera... laggiù, Miramare...
Si prosegue quindi su carrareccia/sterrato senza particolari dislivelli fino a Santa Croce. Siamo ad oltre 25 km dalla partenza e iniziano i dolori articolari alle ginocchia (per me), ma stringo i denti (lì avrò quasi consumati all’arrivo!!)… Michele sempre neanche pel cul… Caio invece tiene il suo ritmo più tranquillo e lo ritroveremo all’arrivo.
Attraversiamo il bel paesetto di Santa Croce seguendo i segnali del sentiero CAI n° 1… dopo una breve stradina che si inerpica nel bosco, inizia un bel sentiero largo fino a portarci ad uno dei punti più suggestivi della costiera: la vedetta Slataper.
Sentiero CAI numero??????
Vedetta Slataper... non ce n'è più! Miramare...
Vedetta Slataper... un posa un po' più canonica; Miramare.
Vedetta Slataper
Faccio fatica pure a salire la scaletta della vedetta… (io) sono ormai agli sgoccioli.
Da qui manca veramente poco per arrivare a Prosecco… è il tratto più bello; si tratta di un bel sentiero in saliscendi nel bosco su morbido terreno fino ad arrivare al paese.

Il sentiero che porta a Prosecco in mezzo al bosco
Miramare... manca poco...
Una ripida discesa, con singolari deviazioni in cui ci troviamo in mezzo a cantieri abbandonati, ci fa ritornare alla realtà fatta di rumore e smog.
Ritroviamo Caio che aveva preso la deviazione bassa per la costiera da Santa Croce e, dopo alcune sfortunate coincidenze, ritorniamo alla stazione di Sagrado in treno.

FOTO DI RITO FINALI

Ciò... con quelle borracce ci va pure a dormire!!!
Variazione sul tema
Caio giunge fresco come una rosa al meeting point
Brindisi sul treno del ritorno
SFIGHE
- autista della corriera che manca poco che ci fa il dito... "corriera piena, aspettate quella dopo (fra DUE ore, n.d.r.)"
- (sfiga mancata) motrice del treno che manca poco che si incendia, in compenso ci ha affumicati con un buon odore di bruciato in carrozza

NON SFIGHE
- la bella giornata
- la compagnia
- il percorso meraviglioso
- il supermarket della stazione!!!

....
Meraviglioso
ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto
ti hanno inventato il mare
tu dici non ho niente
ti sembra niente il sole
la vita, l'amore
meraviglioso il bene di una donna
che ama solo te meraviglioso
la notte era finita
e ti sentivo ancora
sapore della vita meraviglioso
meraviglioso meraviglioso
meraviglioso meraviglioso
....
Meraviglioso - D. Modugno

CONSIGLIO: Leggete il Blog di Caio ( LINK ) ... lui è uno bravo a scrivere... mica come il sottoscritto... :p
Della stessa "avventura" ci sono altri due racconti:
- quello di Michele ( LINK ) - una cronaca appassionata metro dopo metro... che riempie i sensi
- quello di Caio ( LINK ) - il viaggio di Caio sensazione dopo sensazione