TOP RACES e PERSONAL BESTS

TOP RACES e PERSONAL BESTS
1) Sky Race Forni di Sopra (20 km, D+ 1.700 m): 2h 57' 38 '' (2007)
2) Maratonina Trieste (21 km): 1h 22' 23'' (2006)
3) Camignada poi sie' refuge - Misurina > Auronzo (30 km, D+ 1.319 m, D- 2.213): 4h 10' 06' (07/08/11)
4) Sky Race Monte Cavallo - Piancavallo (PN) - (20 km, D+ 1.650 m): 3h 54' 59'' (11/09/11)
5) Cavalcata Carsica 2011 - (50 km, D+ 1.000 m): 6h 07' (04/12/11)
6) Ecomaratona Clivius - Monteforte d'Alpone (VR) - (42 km, D+ 1.550 m): 4h 49' 12'' (22/01/12)
7) TCE (Traversata dei Colli Euganei) - Villa di Teolo (PD) - (42 km, D+ 2.000 m): 5h 37' 10'' (15/04/12) - link

RACES 2014
1) Coppa Gorizia - 1^ prova, Dobbia di Staranzano
2) Coppa Gorizia - 3^ prova, Aquileia
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mercoledì 4 dicembre 2013

Cavalcata Carsica 2013 - la straordinaria avventura di Michele

Ospito con grande piacere ed onore il bellissimo e commovente (per intenditori) racconto dell'amico Michele Piatto.
Mi ha mandato il testo ieri sera... "Pubblicalo solo se ti piace!", mi ha scritto.
E' un racconto stupendo. Vedrete.
Godetevelo...
...parola per parola...
...sensazione per sensazione...
Eccolo.
La Cavalcata Carsica arriva alla fine del calendario gregoriano, un po' dopo il San Martino della nostra memoria agricola. Arriva quando le ultime foglie cadono, le giornate si accorciano, gli animali vanno in letargo. Insomma, arriva quando il corpo avrebbe bisogno di riposo, questo mi è chiaro. Ma il fascino della Cavalcata è sottile: c'è il carso che amo e poi esprime una visione essenziale della corsa, non ci sono pettorali, premi in denaro o in natura, uno corre per se stesso. Ci si slega dalla materialità con un' attività prevalentemente fisica, 50 km su e giù per il carso. Per cui, alla fine la cavalcata si fa, si fa con qualunque meteo.

È il mio terzo anno, ma questa volta è diverso, mi sono posto un obiettivo che non è solo quello di arrivare alla fine. Essenzialmente non voglio affrontare una corsa facile, ed in fondo, quello che voglio non è correrne una difficile, ma voglio educarmi ad avere la capacità di gestire al meglio una corsa difficile.
Il mio obiettivo è ambizioso ma non impossibile: chiuderla in meno di 5 ore, con il mio allenamento questo si può fare solo se mente e corpo sono connessi.
Michele e Andrea verso Pesek
Sono le 7:30 ed a Pesek siamo in tanti ad ascoltare gli ululati della bora. Guardo la compagnia, molti sono stravestiti, qualcuno, come me, porta i pantaloni a mezza gamba, ma stranamente nessuno veste i pantaloncini corti. Possibile che  il mondo abbia già terminato di fabbricare matti? No, è che fa veramente freddo, ci sarà forse un grado e il vento soffia, soffia forte. Il sole è ancora in Slovenia. Molti di quelli presenti correranno, molti sono anche gli accompagnatori.

Tra una folata e l'altra sento una frase degli eterni ragazzi che tengono i tempi, una frase semplice ma che scalda il cuore:

El sol lo gavè in schena, se lo vedè difronte,
vol dir che gavè sbaià strada e sé mejo che tornè indrio

Mi piace, mi piace! Sembra di stare in famiglia, il clima è freddissimo ma allo stesso tempo conviviale, fra amici sconosciuti.


Siamo in tanti, qualcuno della mia società, la Fincantieri, poi Andrea con cui voglio condividere quanto posso della corsa e Fabio, il nostro amico e accompagnatore e supporter.
Foto di gruppo prima della partenza: freddo freddo, cuore caldo caldo
Le urla di incoraggiamento accompagnano il via. Enrico parte a razzo, so che ce la metterà tutta, come sempre, poi quello che verrà verrà. Io parto un po' più veloce del solito, ma non sparato, già alla prima salita mescolo la camminata alla corsa. In breve arriviamo a Grozzana e subito dopo sul Cocusso, la salita è tosta e non mi voglio bruciare, cammino. Mi passano in molti, sarò almeno trentesimo. Poi si scollina e riparto a correre e ritrovo Andrea. Il viaggio è lungo e si sta quasi sempre per boschi, ma nei pochi attraversamenti urbani non manca mai chi ci incoraggia, è bello.

Mi incuriosisce un picchio che continua il suo lavoro incurante di noi, incurante di tutto. Controllo l'orologio, il ritmo da tenere è importante per non andare fuori giri e per sapere quando mangiare. Con me ho acqua, sali e delle marmellatine. Le ho scelte per gli ingredienti: solo frutta e zucchero, non mi avvelenano il motore, per cui ok. Ma le dosi sono sufficienti solo per arrivare a Fernetti, dove sappiamo che ci aspetta il nostro accompagnatore supporter, Fabio. E a Fernetti ci arriviamo con 2 minuti di anticipo sulla tabella prevista e purtroppo Fabio non c'è. Qualche contrattempo, evidentemente,  ma adesso le cose si rendono più difficili. Il prossimo rifornimento è previsto a San Pelagio, tra altri 19 km. Ma so, che se non mangio adesso, cederò verso la fine. Andiamo avanti, corriamo, siamo qua per questo, ma devo razionare il cibo e quindi mi domando se sia meglio diminuire il ritmo o no. Invece, un imprevisto ancora, ma positivo: a Zolla sento una voce amica, è Matteo, pronto per la sua staffetta. Gli chiedo viveri, ha una bella borraccia con del Polase, ottimo, non dovevo disperare, gliene bevo mezza! Grazie Matteo, ti devo una birra.

Ripartiamo, adesso è un bel girare. Il sole illumina le carrarecce, i sentieri. La bora soffia forte, ma più che il freddo è il rumore degli alberi piegati a sentirsi chiaro. Una luce intrigante e fiabesca filtra tra le foglie.

Siamo al 25esimo km, controllo il corpo, il mio corpo,
lo voglio sentire tutto.
É presente?
Una lezione di yoga mentre si corre...

Le gambe sono a posto, stanche il giusto, i polmoni girano bene, il cuore è regolare. Mi piace sentire il leggero soffio del respiro, mi fa sentire più vivo. Forse amo la corsa per questo. Forse.

Sento che Andrea si sta staccando, devo aver aumentato il ritmo.
I pensieri corrono come le gambe.

Collegamento testa/mente, siamo collegati?
Sì?

Alle volte con la mente vorremmo che le nostre gambe girino più veloci di quanto può il corpo, a volte il contrario. Corsa come allenamento per la mente? Lo facciamo per noi? I km vanno avanti e tra un sasso e l'altro, tra un sentiero in salita ed uno in discesa penso alla corsa come palestra per la mente.  

Alla fine è un atto egoistico. Ma nel senso più puro del termine, un atto d'amore per se stessi. Poi si può farlo in compagnia, e molte volte è meglio, ma alla fin fine è un gesto privato.

Al 35esimo arriviamo a San Pelagio, mi sento bene, nessuna noia, ma dalla tabella che ho in testa sono 4 minuti in ritardo. Fabio questa volta c'è e mi passa i sali e le marmellatine.
Michele arriva a San Pelagio
Andrea arriva a San Pelagio
É una gioia vedere anche il padre di Andrea e Marco "lo scienziato". Marco è una persona che  non si può che essere felici di vedere. È sempre positivo. Riparto, ma so che se tengo questo ritmo non ce la posso fare ad arrivare sulle 5h, per cui accelero, non ho scelta. Riprendo quanti mi avevano passato durante la sosta e mi faccio due conti, oramai mancano 12 km, ma la stanchezza comincia a farsi un po' sentire. Mi domando allora se devo ascoltare il corpo che mi dice di rallentare, di camminare in salita o meno.
Penso a chi arriverà primo
e so che lo farà perchè si è sacrificato più degli altri,
perchè lo vuole!
Io non posso ambire ad arrivare primo ma voglio vedere se posso fare questa cosa con impegno, se posso arrivare sulle 5h, lo voglio? Voglio raggiungere il mio obiettivo? Non posso correre questi 12 km che mancano domani, non posso farlo quando le gambe sono riposate, quando mi farà più comodo, quando sarà facile.

No, se voglio questa cosa, devo farlo adesso,
per cui, devo stringere i denti e andare avanti...
La mente lo vuole.
Il corpo? È stanco, ma quanto stanco?
Riesco a tenere 12 km con questo ritmo?
Si, sento di si, per cui scalo marcia e aumento.

Le gambe non girano bene come mi piacerebbe ma vanno. C'è l'Ermada, la fortezza, casa di soldati. Mille pensieri. C'è una salita, ma è chiaro che non posso mollare. Durante la discesa dell'oleodotto sento un paio di crampi, non adesso, non adesso che Jamiano è lì...! rallento un pelo, bevo un po'.

Medeazza, cento memorie di guerra mi saltano in mente, ma questa è un'altra storia. Mancano meno di 4 km e il crono è sulle 4h e 35, ce la posso fare, trovo un compagno di avventura che cammina e mancano solo 2 km, mi secca passarlo adesso, lo incoraggio, ma si vede che è cotto. Vado avanti, oramai questi sentieri li conosco e non devo fermarmi a controllare la via, devo correre.

Spengo la mente. "Corri Michele, corri!!!"
CORRO!


Arrivo?
ARRIVO!!!
 
Logistica e spiegamento di mezzi presso la zona di arrivo a Iamiano

Crono a 4h 55m, lo volevo, con la mente, con il corpo.
Una sfida immateriale con me stesso, per me stesso. Sono felice, sono soddisfatto come se avessi vinto...

...perchè alla fin fine...
...HO VINTO.
  
Percorso
 Altimetria


mercoledì 16 ottobre 2013

13 ottobre 2013 - Trail da Sagrado a Miramare: 38 km di puro carso

13.10.13
E’ il giorno della Barcolana.
Per me, Michele e Caio (Claudio) è invece il giorno della “carsolana” (vabbé… non mi veniva nulla di meglio come nome... ;-)

L’idea è partita così:
...succede che ti senti dire…
Ah.. domenica io e Caio facciamo quel giro… vieni?”…
Momento di meditazione e smarrimento, poi l'incoscienza prende il sopravvento…
E perché no? Sì, dai!
e quindi quel giorno non puoi far altro che.... andarci!
...con i soliti timori di non farcela a correre tutti quei km (soprattutto perché per mesi non hai fatto un colpo!)… ma, non te ne frega nulla… e vai…
l’importate è provarci no?, soprattutto se hai degli amici che ti stanno a fianco e ti incitano nei momenti di difficoltà!
E in quei momenti lì...
...realizzi che i limiti che pensi di avere non sono altro che artifizi costruiti ad arte dalla tua mente.
Lì, magari non subito...
...capisci che il corpo detta legge fino ad un certo punto… poi il resto lo deve fare la testa, il carattere, la volontà, la forza che qualcuno ti ha piantato dentro molto tempo prima e che fa di te una singolarità.
Lì… impari.
Lì… il trail insegna.

Si tratta di un percorso su stradine sterrate, sentieri, carrarecce che parte dalla stazione ferroviaria di Sagrado e giunge, dopo circa 38 km, in prossimità della stazione di Miramare di Trieste. Il primo tratto è molto semplice e corribile e attraversa l’altopiano al di sopra di Sagrado, Fogliano, Ronchi dei Legionari/Vermegliano e Monfalcone seguendo prevalentemente il sentiero CAI n° 80.
I 38 km circa del percorso fatto. Da Sagrado a Miramare.
Siamo ad ottobre e la vegetazione, che in questo tratto è costituita per la maggior parte dai tipici arbusti del carso, tra cui l’ailanto (Michele docet), inizia ad “arrossire”… ad inizio novembre sarà uno spettacolo ed un tripudio di colori intensi!
Arrivati, dopo circa una decina di km in prossimità del monte Cosich all’altezza della Rocca di Monfalcone, che si trova nel lato opposto rispetto all’autostrada, the young boy Leo, che ci ha accompagnato da Sagrado senza battere ciglio, abbandona il gruppo lasciandoci proseguire verso la nostra meta.
Michele, Caio e Leonardo al primo cippo all'altezza di Vermegliano
Proseguiamo dunque io, Michele e Caio prima in direzione del lago di Pietrarossa e poi tagliando verso Iamiano con l’obiettivo di intercettare il sentiero CAI n° 3. Attraversata la statale del vallone, improvvisiamo grazie all’intuito del tattico del gruppo (Michele n.d.r.) e seguiamo una pista che ci porta diretti dopo qualche km a Medeazza dove facciamo la prima vera pausa. L’addetto alla strumentazione (Caio n.d.r.) ci comunica che abbiamo toccato i 17 km.
La stanchezza inizia un po’ a farsi sentire, come i primi indolenzimenti (per me). Caio resiste. Michele.. neanche pel cul.. Le espressioni dei nostri visi sono ancora presentabili…
Il tattico Michele traccia la rotta durante lo stop di Medeazza
Medeazza: Michele, il tattico
Medeazza: me e sul retro Caio
La giornata, prima nuvolosa, ora ci regala un sole inaspettato ed un cielo limpido… siam più fortunati noi di quelli della Barcolana visto che il vento è quasi assente… è una perfetta giornata primaverile (solo che siamo ad ottobre!).
Da Medeazza procediamo sul sentiero CAI n° 3. Da qui è possibile prendere anche la variante bassa (CAI 3 A). Dopo la ripidissima salita tagliamo dritti seguendo la traccia dell’oleodotto alla volta di Ceroglie dell’Ermada. Il tratto prima di giungere nel paese è una suggestiva discesa nel bosco.
Tratto di strada asfaltata in discesa piacevole, tra il paesino di Ceroglie prima e Sistiana poi fino a raggiungere la strada costiera; percorredo questo tratto mi sovvengono bei ricordi del passato, di quando vivevo a Sistiana: arrivato dal lavoro, dopo neanche 5 minuti stavo percorrendo il medesimo tratto al contrario verso il bosco... eh, a quei tempi correvo "sul serio"... ora ci provo, è diverso...
Dopo un caffè tattico e necessario, dalla strada saliamo ripidi intercettando il sentiero CAI n° 1 che ci porterà fino alla fine del nostro percorso ovvero Prosecco.
Si tratta di un sentiero letteralmente meraviglioso: nei primi km si corre e si cammina in un tracciato che alterna tratti di boscaglia a punti esposti che permettono di vedere panorami fantastici verso il mare; un saliscendi che si conclude con l’odore della salvia selvatica e l’inizio del famoso “sentiero della salvia” che si interseca con il “sentiero dei pescatori”, quest’ultimo va giù giù fin Canovella de’ Zoppoli. Siamo all'altezza di Aurisina.

Me and Caius
Finally Caio!!
 

Oci serai! Porc...
Un tratto della costiera... laggiù, Miramare...
Si prosegue quindi su carrareccia/sterrato senza particolari dislivelli fino a Santa Croce. Siamo ad oltre 25 km dalla partenza e iniziano i dolori articolari alle ginocchia (per me), ma stringo i denti (lì avrò quasi consumati all’arrivo!!)… Michele sempre neanche pel cul… Caio invece tiene il suo ritmo più tranquillo e lo ritroveremo all’arrivo.
Attraversiamo il bel paesetto di Santa Croce seguendo i segnali del sentiero CAI n° 1… dopo una breve stradina che si inerpica nel bosco, inizia un bel sentiero largo fino a portarci ad uno dei punti più suggestivi della costiera: la vedetta Slataper.
Sentiero CAI numero??????
Vedetta Slataper... non ce n'è più! Miramare...
Vedetta Slataper... un posa un po' più canonica; Miramare.
Vedetta Slataper
Faccio fatica pure a salire la scaletta della vedetta… (io) sono ormai agli sgoccioli.
Da qui manca veramente poco per arrivare a Prosecco… è il tratto più bello; si tratta di un bel sentiero in saliscendi nel bosco su morbido terreno fino ad arrivare al paese.

Il sentiero che porta a Prosecco in mezzo al bosco
Miramare... manca poco...
Una ripida discesa, con singolari deviazioni in cui ci troviamo in mezzo a cantieri abbandonati, ci fa ritornare alla realtà fatta di rumore e smog.
Ritroviamo Caio che aveva preso la deviazione bassa per la costiera da Santa Croce e, dopo alcune sfortunate coincidenze, ritorniamo alla stazione di Sagrado in treno.

FOTO DI RITO FINALI

Ciò... con quelle borracce ci va pure a dormire!!!
Variazione sul tema
Caio giunge fresco come una rosa al meeting point
Brindisi sul treno del ritorno
SFIGHE
- autista della corriera che manca poco che ci fa il dito... "corriera piena, aspettate quella dopo (fra DUE ore, n.d.r.)"
- (sfiga mancata) motrice del treno che manca poco che si incendia, in compenso ci ha affumicati con un buon odore di bruciato in carrozza

NON SFIGHE
- la bella giornata
- la compagnia
- il percorso meraviglioso
- il supermarket della stazione!!!

....
Meraviglioso
ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto
ti hanno inventato il mare
tu dici non ho niente
ti sembra niente il sole
la vita, l'amore
meraviglioso il bene di una donna
che ama solo te meraviglioso
la notte era finita
e ti sentivo ancora
sapore della vita meraviglioso
meraviglioso meraviglioso
meraviglioso meraviglioso
....
Meraviglioso - D. Modugno

CONSIGLIO: Leggete il Blog di Caio ( LINK ) ... lui è uno bravo a scrivere... mica come il sottoscritto... :p
Della stessa "avventura" ci sono altri due racconti:
- quello di Michele ( LINK ) - una cronaca appassionata metro dopo metro... che riempie i sensi
- quello di Caio ( LINK ) - il viaggio di Caio sensazione dopo sensazione

martedì 29 novembre 2011

Cavalcata carsica con pioggia: quali rischi? si può fare?

Salve a tutti, o trailers scalpitanti per la "cavalcata carsica" 2011!!
Già, le previsioni meteo non sono proprio granché, anzi pessime! Istruzioni per l'uso? Vediamo cosa si può dire in merito... Come il nome suggerisce il trail si svolge in ambiente "carsico" e tale è il terreno su cui si "cavalca". Le previsioni, almeno ad oggi, prevedono deboli piogge (ma siamo solo martedì e cambieranno parecchie volte prima di domenica!!).
Indipendentemente da questo dubbio che ci tormenterà fino almeno alla vigilia, prendere la pioggia in carso per esperienza non è cosa da poco e vanno valutati bene attrezzatura e approccio.
Dal punto di vista del terreno il carso è praticamente uno scolapasta! A meno che non ci sia un diluvio, il terreno drenerà meravigliosamente l'acqua. Tratti fangosi ve ne saranno veramente pochi, tratti erbosi qualcosa in più; la maggior parte del percorso è dunque su sentieri con buon terreno compatto e sassoso.
Ma quali sono i rischi?
Beh, se un momento fa ho fatto le lodi per il drenaggio, il carso presenta soprattutto sentieri e stradine con rocce "affioranti" bloccate a terra; le stesse possono risultare se bagnate molto scivolose e dunque pericolose soprattutto per le tanto delicate caviglie del trailer moderno. Attenzione quindi soprattutto alle storte!
Altra problematica possibile sicuramente nelle discese e fino a metà percorso circa il rischio di scivolamento sulle foglie che in questi mesi sono cadute a terra.
Punti di riparo: non ve ne sono molti, anzi quasi nessuno se non gli alberi, anch'essi ormai senza troppe foglie.
Ci si bagna? Normalmente non ci sono molti passaggi angusti o tra i cespugli, per cui ci si bagna o ci si sporca solo in caso di caduta!
Sperin ben dai.... ;)

mercoledì 23 novembre 2011

Cavalcata carsica, terzo settore: in compagnia da San Pelagio a Iamiano

Domenica 20 novembre finalmente abbiamo completato "l'opera": trail sul terzo settore della "Cavalcata Carsica" seguendo il sentiero CAI n° 3 (da San Pelagio a Iamiano).
Bella giornata, inizialmente freddina ma ci sta visto il periodo, seguita poi da un bel sole tiepido che ci ha accompagnati fino all'arrivo.
In generale il percorso fatto risulta molto più "corribile" rispetto agli altri due settori con una buona percentuale di tratti su stradine sterrate e agile sentiero; bitume prossimo allo zero (solo durante un attraversamento in paese).
Carrareccia e muri a secco
Saliscendi in bosco
Dislivello: complessivamente è decisamente negativo, motivo per cui la corsa risulta più agile, che non è male dopo parecchi km di corsa. I primi km sono in "saliscendi" ma mai impegnativi ed attraversano brevi tratti di bosco su stradine sterrate e single track. Dopo un po' si arriva in "cima" al monte Sambuco (ben 213 m slm). Da qui una breve discesa su sentiero leggermente tecnico (rocce) e poi si prosegue veloci in un contesto meravigliosamente colorato dall'autunno!







Cima del monte Sambuco (213 m slm)
Discesa dal monte Sambuco
C'è solamente una salita un po' più impegnativa sul percorso all'altezza della Cartiera di San Giovanni di Duino che se non affrontata con la calma ti può ben segar le gambe.
Segue una piccola discesina e dopo circa un km una superdiscesa di circa 100 m D- molto ripida e con fondo di pietre smosse, probabilmente da temerari in MTB.
Passata indenne questa discesa dove alla  fine si trova un recinto con simpatici cavalli curiosi, ci si lascia poi avvolgere dalla natura su un facile percorso che permette di guardarsi in giro.
Infine si arriva a Iamiano... manca solo l'ultima salitella che sancisce il nostro arrivo.
Locals
Dalle non proprio ortodosse misure (chi era dotato di gps ha perso per un po' i satelliti) la lunghezza complessiva del tratto ammonterebbe a circa 16 km.
Ora mancherebbe "solamente" fare la Cavalcata tutta d'un fiato... per questo l'appuntamento è per il 4 dicembre a Pese e mi sa che saremo veramente in tanti quest'anno.

lunedì 10 ottobre 2011

Trail running in carso: "cavalcata carsica" (sentiero CAI n° 3) e sentiero "Abramo Schmid" (CAI n° 79)

Trailers triestini ed isontini all'arrembaggio!!!
Grazie ad un paio di amici appassionati di trail (Gianmarco e Michele) recentemente mi sono cimentato in alcuni trails nel carso triestino ed isontino, in particolare abbiamo fatto la ricognizione della cosiddetta "Cavalcata Carsica" (sentiero CAI n° 3) e, sabato scorso, del sentiero CAI n° 79.
Il sentiero n° 3, che da Pese dopo circa 50/53 km raggiunge Iamiano, lo abbiamo suddiviso in tre segmenti da fare in date diverse (ad oggi dobbiamo completare l'ultimo terzo da San Pelagio a Iamiano) e di questo racconterò in un prossimo post.
Il sentiero n° 79 è stato invece una recente scoperta per me, che fino ad ora non mi sono mai spinto oltre il lago di Doberdò, bazzicando di fatto tra i sentieri dietro la rocca di Monfalcone.
Incuriosito dai racconti dei due amici, dicevo, sabato 8 ottobre in compagnia di Marco e Michele sono uscito per la ricognizione; a dirla tutta siamo partiti da Iamiano per questioni di tempo lasciando ad altre uscite il tratto che arriva da Medeazza (che Gianmarco e Michele mi dicono aver ripulito e liberato con fatica e dedizione dalla vegetazione per un più agevole passaggio).
Raggiunto il 79 seguendo per un tratto il sentiero n° 75, abbiamo deviato per il monte Kremenjak (quota 235 m), cima dalla quale si gode una splendida vista a 360° dal mare ai monti sloveni, per poi proseguire sul tracciato stabilito.
Dal punto di vista storico, il sentiero segue le tracce del famoso "cordolo", un percorso utilizzato dalle pattuglie di confine lungo la linea di demarcazione con la vecchia ex-Jugoslavia. Si nota infatti spesso una serie di sassi ben posizionati a terra che seguono il sentiero, nonché i tipici cartelli di attenzione alla vicinanza del confine con la Slovenia.
Dal punto di vista del trail, il sentiero si sviluppa con continui saliscendi attraverso boschi, carrarecce e vegetazione bassa; a volte il tracciato diviene una vera e propria traccia ed è necessario procedere con cautela se non si conosce bene l'itinerario facendo attenzione ai segnali.
Si arriva alla fine, dopo una bella discesa veloce attraverso un bosco, ai 40 m slm di Gabria Superiore prima su carrareccia e poi su strada asfaltata.
Soddisfatti della bellezza del percorso che a tratti è quasi selvaggio, siamo rientrati seguendo lo stesso itineriario, con qualche piccola variante.
Arrivati a Iamiano, abbiamo totalizzato circa 21 km direi molto allenanti ed affascinanti.
Il sentiero CAI n° 79 (fucsia) e CAI n° 3 (giallo)